Un altro Principe?

Perchè lo fa?
Un altro Principe, come dice Zeffirelli di Berlusconi?
L'acquisto di calciatori transumanti dai grandi clubs europei con cifre complessive, nell'ultimo decennio, di notevolissima entità, sono l'equivalente delle macchine meravigliose apparecchiate dall'ex-premier a villa Certosa?
E' un'insopprimibile esigenza interiore di Moratti soddisfare i desideri di Bonolis, Vecchioni, Sposini e delle maree neroazzurre?
Nell'epoca post-mondiale dove i mercenari italiani hanno, in un lavacro purificatore, canticchiato l'inno nazionale per fondere definitivamente l'identità nazionale sul calcio, egli, il principe, geneticamente neroazzurro insiste nell'assemblare campioni che lo fanno presidente protoromantico che ama la squadra come la donna.
Perturbante paradosso: il più grande garantito dell'economia del brand nazionale, vittima di un titanico destino persecutore. Mancini sospira un acquisto, le disgrazie liberano calciatori juventini, lui incassa. D'altra parte il petrolio è nei depositi, cresce il prezzo del greggio senza che si possa evitare di guadagnare.
Il Principe spende per far felice il suo popolo?
Forse è un Principe chi non può rinunciare alle proprie garanzie, ai propri privilegi che discendono paternamente?
Tutti quelli che ereditano privilegi materiali non sono Principi?
E poi, è più potente l'identificazione della massa con un ricco che spende cristianamente per espiare o quella con il Presidente operaio e gaudente?
Sono graditi pareri e interlocutori...


