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Bar con uso di idee...

11 settembre 2006

...e se...

11.09.2206
...e se gli americani non fossero mai scesi sulla luna?


Sono graditi pareri e interlocutori...

6 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Sarebbe la dimostrazione più eclatante di che cosa gli uomini sono capaci di fare per demolire i sogni.Andare sulla luna poteva essere un obiettivo da raggiungere soltanto dopo l'attuazione di un sistema sociale che eliminasse miseria e fame nel mondo, appunto il sogno del socialismo. Il capitalismo, saltando tutto questo, aveva dimostrato la sua forza facendo sbarcare gli uomini sulla luna e dicendo a tutto il mondo:"Siamo noi il futuro e il progresso dell'umanità".Se fossero state realizzate immagini false, anticipando l'epoca della confusione tra il vero e il virtuale, ci sarebbe da chiedersi a che prezzo l'uomo deve smettere di sognare. La violenza di un sistema che per perpetuare se stesso uccide la capacità singolare della specie umana di intuire, immaginare e realizzare un'idea. L'idea di una società basata su una giustizia che permetta la soddisfazione di bisogni materiali e "spirituali", può essere da molti considerata un'utopia, ma togliere la speranza di fare della storia una ricerca per non smettere di pensare che c'è una bella differenza tra una società di esseri umani e un'umana società, porta solo al peggio.Se non fosse vero che gli americani fossero andati sulla luna,il problema non sarebbe quello di capire la differenza tra l'utopia e la realtà, tra il realizzabile e il non, ma sarebbe il problema di credere o non credere a una realtà virtuale che appanna, confonde, sopprime la realtà, sovrapponendosi in continuazione, con un effetto di allucinazione collettiva. D'altra parte c'è da riflettere sulla spettacolarizzazione della guerra che ci permette di assistere passivamente a immagini di un'atrocità incredibile, rimanendo nel dubbio che siano vere o false. Interessante che questo quesito sia datato 11 settembre.

12 settembre, 2006 17:57  
Anonymous Anonimo said...

Le immagini dello sbarco degli astronauti sulla luna e della bandiera piantata nel suolo come a tracciare un confine lanciano come una sfida alla comune percezione del confine tra il noto e l'ignoto. I corpi celesti nell'universo, suggeriscono forse, nell'immaginario comune, l'idea di un'altrove, l'infinito oltre il finito, lo spazio incommensurabilmente grande. I viaggi nello spazio, come un tempo le flotte a varcare gli oceani, sembrano oltreppassare il confine, hanno come l'audacia di invadere e toccare spazi sacri e inviolati. L'immagine dell'orma umana sul suolo lunare, sembra come sospendere l'incantesimo dell'ignoto, si può calpestare la luna come l'asfalto di una strada di città e la bandiera piantata nel suolo sembra dire: si può accedere all'infinito, si può dominare l'ignoto. Abbiamo esteso il potere sull'universo, si può bombardare la luna per produrre un piccolo cratere, come abbattere una foresta per costruire una città: il potere dell'uomo sulla natura. Forse gli americani non sono scesi sulla luna, forse però quelle immagini desacralizzano lo spazio e l'idea dell'infinito come spazio. L'infinito è altrove...

14 settembre, 2006 19:03  
Blogger Marco said...

Non so se è solo per me o per quelli della mia generazione, ma che l'uomo sia andato o meno sulla luna non lo avverto come un problema.

26 gennaio, 2007 17:02  
Anonymous Anonimo said...

E se non fosse vero?
E se dicessi che pur piccina io provai solo un grande senso di falso e di ridicolo, che mi umiliava perché mi sentivo strana a non esultare per cose che i grandi sembravano prendere così sul serio?
La faccia di Tito Stagno, le parole “qui New York, vi parla Ruggero Orlando…”, quegli omini Michelin che io sentivo fingere e saltellare in un luogo che per me non era la luna e non era niente perché era presente solo il niente, mi sembravano un circo Holliwoodiano, più professionale ed epico rispetto a immagini che si vedevano allora (la cagnolina Laika, Valentina, Gagarin, per ciò che riguarda la corsa nello spazio), come pure le processioni, il sangue di S.Gennaro, i film di Bernadette, Maria Goretti e le benedizioni del Papa in S.Pietro e le marce sincronizzate dei vari eserciti.
Se la chiesa ha inventato l’immagine tutti i poteri hanno seguito questa strada e chi è più bravo vince.
Gli Stati Uniti in questo sono bravissimi; ci hanno quasi fatto apprezzare le sfilate con i paperi e i conigli giganti, le feste per la migliore torta di mele, il tacchino gigante, la piegatura della bandiera per i soldati morti, la festa di Miss Wisconsin ’63. C’è differenza tra le Funeral home, la lineare stilizzatura dei cimiteri, le marce per le parate, le ragazze pon pon, i vecchi ricchi in Florida e California e le immagini dell’uomo sulla luna?
Forse, che l’altrove è da un’altra parte, lo sapevano in diversi, sia tra quelli che montavano le immagini che tra chi le guardava.
Il trionfo dell’uomo benedetto e guidato da Dio come l’Americano che con la volontà, la tenacia, la forza e l’ottimismo ottiene sempre di più, ha solo spostato la Sacralità e l’ha resa più forte e ha spinto tutti a cercarla nelle più svariate direzioni, confondendola con l’altrove.

02 febbraio, 2007 19:04  
Anonymous Anonimo said...

njgjgjkgj

13 marzo, 2007 15:06  
Anonymous Anonimo said...

Il film Capricorn One del 1978 può essere una confessione post datata dell'argomento affrontato nel blog sul come è possibile simulare e far credere al mondo intero una finta scoperta, forse in un contesto dove la guerra fredda e scontro tra USA e URSS toccava livelli estremi questo film come detto in precedenza rappresentava veramente una confessione su come era stato possibile far credere qualcosa che non è mai stato....In questa pellicola si fa riferimento a Marte ma può essere una metafora?

13 marzo, 2007 15:13  

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